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Alimberto Mauri alias Galileo Galilei, risolto il cold case

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VENEZIA - Il trattato del 1606 'Considerazioni Astronomiche di Alimberto Mauri' è in realtà di Galileo Galilei.

Lo confermano le prove documentali trovate dal ricercatore del dipartimento di Filosofia e Beni culturali dell'Università Ca' Foscari di Venezia Matteo Cosci. LO HA DIMOSTRATO MATTEO COSCI, RICERCATORE DI CA'FOSCARI L'incertezza sull'attribuzione dell'opera derivava dal fatto che all'epoca la pubblicazione venne accolta come pseudonima, senza che l'identità dell'autore venisse mai accertata. Cosci ha ora svelato il mistero, grazie ad una scoperta fatta mentre si trovava impegnato ad esaminare note di lavoro di Galilei conservate nella raccolta manoscritta 'Gal. 42' conservata alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, in cui il matematico pisano contestava l'interpretazione della 'stella nova' data dal filoso fiorentino Lodovico delle Colombe. LA PROVA IN UNO SCAMBIO DI INSOLENZE CON IL FIORENTINO LODOVICO DELLE COLOMBE Il ricercatore dell'Ateneo veneziano si è infatti accorto che in alcune note autografe Galileo elenca una lista di testi dove il fiorentino delle Colombe lo insolentiva. In quei testi, però, delle Colombe non se la prendeva con Galilei, che non è mai nominato, ma con Alimberto Mauri. E questo conferma che Alimberto Mauri è uno pseudonimo di Galileo Galilei, utilizzato probabilmente per cercare patrocinio al di là della Repubblica di Venezia, che in quel periodo gli garantiva un salario non più sufficiente a mantenere sé e la sua famiglia. Il trattato 'Considerazioni astronomiche' è infatti dedicato al tesoriere del Papa. IPOTESI NATA DA UNA LETTERA DI ACCOMPAGNAMENTO, CHE PERÒ ERA UN FALSO Per capire la rilevanza della scoperta di Cosci basti pensare che fino a poco tempo fa si ipotizzava che la paternità del trattato 'Considerazioni astronomiche' fosse di Galilei per via di una lettera di accompagnamento ad un presunto 'Libro della Considerazione Astronomica' che faceva parte di un gruppo di documenti conservati dalla University of Michigan e dalla Morgan Library di New York. Il professor Nick Wilding della Georgia State University ha però verificato che i documenti in questione sono contraffatti, opera del famoso falsario seriale Tobia Nicotra. La prova della presunta paternità di Galilei era quindi venuta meno, ma ora il lavoro di Cosci ha permesso di risolvere il mistero, e un nuovo capitolo può essere aggiunto alla monumentale raccolta delle opere di Galileo Galilei.



Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 29-09-2022 alle 14:39 sul giornale del 29 settembre 2022 - 82 letture






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