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comunicato stampa

Oltre il Mose, ingegneri a convegno sulla laguna di oggi e di domani

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Proprio perché la Giornata Mondiale dell’Acqua rappresenta non tanto un appuntamento da festeggiare ma piuttosto un buon momento di riflessione, come ha avuto da dire in una recente intervista il Nobel dell’Acqua Andrea Rinaldo, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua l’Ordine ingegneri Venezia e il Collegio Ingegneri Venezia hanno voluto fare il punto oggi, 22 marzo, sulla situazione della laguna veneziana.

Un momento di riflessione sul passato dell’ambiente lagunare, sullo stato attuale della laguna e su quelle che potranno essere le sue prospettive future. “La laguna ieri, oggi e domani” è il tema del convegno che si è svolto nella sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. E che ha avuto, come obiettivo principale, quello di fornire ai cittadini un quadro conoscitivo, il più possibile semplice e sintetico, delle principali questioni legate alla salvaguardia di Venezia e al governo dell’ecosistema lagunare. In continuità con la XXXVII edizione del Premio “Pietro Torta” per il restauro di Venezia, recentemente assegnato a tutti i cittadini veneziani resilienti e quotidianamente attivi per mantenere la loro città viva e vitale.

Proprio a loro, infatti, l’Ordine e il Collegio hanno voluto fornire con il convegno di oggi un quadro il più possibile semplice e chiaro della situazione della laguna. Il Nobel dell’Acqua Andrea Rinaldo, in qualità di presidente dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, con un videomessaggio ha aperto i lavori della conferenza, riproponendo l’idea di una ‘militanza’ per Venezia, “Il cui modello di sviluppo economico e sociale, di salvaguardia, non può aspettare a lungo”. Non certo “I sessant’anni che ci sono voluti per fare il Mose. In questo caso il problema cronico che si profila, a mio giudizio, diventa essenziale”.

Marco Zanetto (collaboratore istituto di Studi Ecumenici di Venezia e Roma, Membro dell'Ateneo Veneto per la Storia Veneta e Membro dell'Associazione dei Cavalieri di San Marco)

I Veneti antichi e la laguna

Uno sguardo nel passato Dal Medioevo in poi, possiamo distinguere quattro fasi cronologiche: nella prima si cerca di regolare e di arginare al meglio gli alvei fluviali sin dalla pianura (dal XII al XIV secolo). Nella seconda si deviano le foci dei fiumi maggiori dalla laguna al mare (nel XVI e nel XVII secolo). Nella terza si perfeziona il tutto, per impedire sia l'erosione e sia gli interrimenti paludosi, grazie anche ai "tagi". Nella quarta ci si concentra nell'erezione dei poderosi "murazzi" (dal 1738). Prestigiose personalità si avvicendano in questa indefessa opera lungo il corso dei secoli: da Marco Corner a Cristoforo Sabbadin, da Vincenzo Maria Coronelli a Bernardino Zendrini, solo per citarne alcuni. Sin dal 1412 unicamente lo Stato marciano può e deve sovrintendere alla salvaguardia lagunare.

Antonio Rusconi (già componente del Consiglio Superiore dei LL.PP., Direttore del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale e Segretario Generale dell’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico)

La laguna dal Governo Italico al diluvio del ’66

La relazione ha descritto sinteticamente i fatti salienti che hanno riguardato direttamente la laguna di Venezia nell’arco temporale di 160 anni, dal 1805, con l’insediamento del Governo Italico di Bonaparte, al 1966, anno del disastroso diluvio che ha colpito anche la laguna di Venezia. La relazione ha poi descritto i motivi del declino del Magistrato, a partire dagli anni ’60 del ‘900, per varie cause, naturali, antropiche e amministrative. Il diluvio del novembre 1966 provocò uno scossone anche legislativo con le successive leggi speciali di salvaguardia di Venezia e di potenziamento del Magistrato alle Acque.

Maurizio Ferla (membro della Commissione Nazionale Grandi Rischi, componente del Consiglio Direttivo dell’Associazione Idrotecnica Italiana, già Direttore del Centro Nazionale per la protezione della fascia costiera presso ISPRA)

L’attività conoscitiva in laguna di Venezia e il nuovo protocollo per la gestione dei sedimenti. Strumenti di governance

Nel 2017 è stato intrapreso un nuovo percorso con l'obiettivo di ottenere un protocollo coerente con le più aggiornate conoscenze in tema di rischio ambientale e in armonia con le ultime direttive europee su acque, rifiuti, e tutela degli ecosistemi. Il Decreto Ministeriale 22 maggio 2023 n° 86, già in fase di applicazione, estende il set di sostanze contaminanti da indagare rendendolo coerente con quello definito dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE).

Andrea Braidot (dirigente della sezione risorse idriche dell’Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali e componente della Commissione di Salvaguardia)

La salvaguardia della laguna e la direttiva comunitaria quadro acque

La recente Direttiva Quadro sulle Acque rappresenta un’importante opportunità per la valorizzazione, sotto il profilo ambientale, dell’ambito lagunare di Venezia. Il monitoraggio della qualità ambientale mette in evidenza una condizione particolarmente critica dello stato ecologico e dello stato chimico. In tal senso dovrebbe essere intrapreso un percorso graduale, condiviso e sostenibile in grado di arrestare/invertire i processi di degrado intervenendo sul moto ondoso, sulla portualità e favorendo il ripristino degli habitat e della vegetazione lagunare. Un ruolo fondamentale potrà essere offerto dal Piano morfologico della laguna di Venezia, in fase di aggiornamento.

Attilio Adami (Università degli Studi di Padova, Facoltà di Ingegneria, Dipartimento ICEA. L’ing. Adami ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del Mo.S.E. e attualmente impegnato negli studi sul dopo- Mo.S.E )

La laguna oltre il Mo.S.E. con i prossimi scenari climatici

Assente per motivi personali, alla sua relazione ha dato voce l’Ing. Rusconi Il contributo del prof. Adami rileva in modo provocatorio che per fare il Mo.S.E. ci sono voluti 60 anni e un concorso internazionale di idee. Oggi, per far fronte ai cambiamenti climatici, si impone la necessità di agire in tempi strettissimi: serve promuovere rapidamente un nuovo concorso di idee per individuare proposte che possano far fronte alle nuove esigenze. Una prima ipotesi di mitigazione potrebbe essere la bonifica idraulica della laguna mediante argini a mare, idrovore e reti di canali di drenaggio. Una seconda ipotesi, diametralmente opposta, potrebbe essere la separazione della laguna dal mare con opere fisse, utilizzando impianti di pompaggio. Il cuore del problema va ricondotto alla sopravvivenza del centro storico e delle isole.

Antonello Brunetti (Avvocatura dello Stato)

L’Autorità per la laguna di Venezia, nuovo Magistrato alle Acque: funzioni e obiettivi

Nel quadro generale sulle competenze del nuovo Magistrato, l’intervento ha lo scopo di evidenziare il rilievo giuridico delle tematiche prima trattate sotto il profilo tecnico, e le modalità attraverso cui si coordinano tra loro in un insieme giuridicamente coerente. Lo scopo dell’intervento è evidenziare come astratte e aride regole prendono vita nell’esperienza giornaliera di chi si confronta con i problemi lagunari.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-03-2024 alle 18:56 sul giornale del 23 marzo 2024 - 14 letture






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