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Superga chiama Chioggia a 75 anni dalla tragedia del Grande Torino

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Nessuno, quel pomeriggio del 4 maggio 1949 poteva immaginare cosa sarebbe successo. L’Italia si stava rialzando da una guerra che aveva lasciato lutti, distruzione, divisioni, povertà, ma una stella brillava già nel cielo e nelle fantasie di tutti gli italiani: il Grande Torino.

Una leggenda vivente, un gruppo di atleti formidabili, senza paura, e dalla classe sopraffina. Una squadra di fronte alla quale si inchinavano gli avversari nel vero spirito sportivo che va riconosciuto quando la superiorità tecnica e atletica era, con naturalezza, esibita su tutti i campi del Paese. E la passione per questa squadra trascendeva l’amore per i propri colori, perché era un piacere per gli occhi vedere questi ragazzi di granata vestiti correre disegnando geometrie lungo il terreno di gioco.

Nessuno poté sottrarsi al senso di smarrimento che la notizia ferale giunta dalla città sabauda iniziò a trapelare veloce nonostante l’assenza, all’epoca, degli attuali mezzi di comunicazione. Un sogno si infrangeva contro quella collina, ai piedi di un luogo sacro che, per un caso della vita ma anche un segno del destino, accoglieva i corpi e le anime di questa squadra stellare.

Oggi, a distanza di 75 anni da quella tragedia, il tempo non offusca il mito ma se possibile lo rafforza, in un mondo dove i valori dello sport spesso lasciano spazio ad altri interessi. Un legame magico oggi lega quel colle alla cittadina di Chioggia.

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Dino e Aldo Ballarin, nativi di Chioggia, iniziarono a calcare, prima della II Guerra Mondiale, il locale manto erboso intriso di sale dell’Adriatico prima di trasferirsi nella città della Mole dove sarebbero entrati nella leggenda. Aldo, difensore, aveva iniziato la carriera già nel 1939 e dopo Rovigo, approdò alla Triestina ed al Venezia prima del grande salto, appena terminata la guerra, a Torino. Dino, portiere di un anno più giovane, proprio su indicazione del fratello, arrivò in granata nel 1947.

Il Museo Ballarin

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Descrizione generata automaticamenteGrazie alla perseveranza ed all’amore per il proprio nonno Dino, la nipote Nicoletta Perini ha iniziato a raccogliere testimonianze e materiale storico tanto da poter realizzare, con l’aiuto del marito Davide Bovolenta, un apprezzato museo. Tutto nacque da una visita a Superga in occasione del 50° della tragedia e da lì, grazie alle preziose testimonianze di nonna Dina, è nato un progetto ora divenuto un vero e proprio “santuario” granata. Diverse le mostre realizzate in questi anni, sempre di grande impatto emotivo. Nel 2005 è stato realizzato anche il libro “Aldo e Dino Ballarin, uniti per sempre”, un volume di 128 pagine che racconta la vita di questi due ragazzi chioggiotti, ricco di aneddoti, fotografie e, soprattutto, tanto cuore da trasmettere ai lettori. Ma il Museo non dimentica le radici con il territorio ed ecco uscire nel 2010 il libro “Quel leggendario Clodia e gli anni ruggenti del Sottomarina”, tributo ed omaggio al calcio locale e non va dimenticata la collaborazione per la realizzazione del libro “Aldo e Dino Ballarin, Dall’infanzia al Grande Torino” di Barbara Mastella.

Il Museo, dall’8 ottobre 2021, ha una propria sala espositiva all’interno del Museo Civico della Laguna Sud “San Francesco Fuori le Mura” di Chioggia, dove sono esposti cimeli preziosissimi. Nel 2019, in occasione del 70° anniversario della tragedia, è stata realizzata con il Patrocinio del Comune di Chioggia, la mostra “Aldo e Dino Ballarin e il Grande Torino”. Tutte le informazioni si possono reperire sul sito www.museoballarinchioggia.it e www.aldodinoballarin.net.

“Ho l’onore di essere la nipote di Dino (mio nonno) e Aldo Ballarin. Questo onore – ci racconta Nicoletta Perini - in questi anni, con mio marito Davide, si è trasformato in missione: mantenere vivo il loro ricordo, per sempre. Il nostro sogno si è realizzato con la sala espositiva all’interno del Museo Civico: palloni, scarpe, parastinchi, pantaloncini, passaporti, documenti, biglietti dell’aereo… sono solo alcuni degli oggetti presenti in sala. Cultura, storia e sport sono racchiuse nell’esposizione che raccoglie cimeli di famiglia, materiale fotografico e video. Ci emozioniamo molto leggendo le dediche e i commenti lasciati sul libro degli ospiti, che ringraziamo, e invitiamo tutti a Chioggia a vedere il museo”.

Chioggia granata in Serie C dopo 47 anni

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Il filo rosso o, meglio dire, granata che lega Torino a Chioggia si è dipanato negli anni ed è poi entrato nella storia del club locale, l’Union Clodiense Chioggia Sottomarina 1971, che da alcuni giorni ha conquistato con pieno merito la promozione in Serie C, ritornando tra i professionisti dopo 47 anni (ma la C a Chioggia era già stata raggiunta dall’U.S. Clodia e dall’U.S. Sottomarina prima della fusione nell’Union Clodiense). La maglia del club presieduto da Ivano Boscolo Bielo è non a caso è granata e lo stadio di Chioggia è stato intitolato ad “Aldo e Dino Ballarin”, tributando un ulteriore omaggio ai due grandi giocatori chioggiotti.

La promozione dei clodiensi, per i più romantici, può sembrare un dono che, a distanza di 75, Aldo e Dino portano alla loro città. Chiudendo gli occhi possiamo immaginarli seduti sui gradini della tribuna che costeggia la laguna, intenti ad osservare con un sorriso fiero la loro squadra di casa scendere in campo domenica contro il Monte Prodeco per l’ultima gara di un campionato letteralmente dominato un po’ come quel Grande Torino. Voltandosi daranno un’altra occhiata alla Laguna di Lusenzo prima di tornare in cielo insieme ai loro compagni entrati nella leggenda dello sport mondiale.



Questo è un articolo pubblicato il 03-05-2024 alle 00:13 sul giornale del 03 maggio 2024 - 254 letture






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